“Ciao, come stai?” a questa comune domanda sentiamo rispondere quasi sempre: bene, potrebbe andare meglio, sono arrabbiato, depresso… difficile sentire: “sono triste”
Una emozione dimenticata, negata, sconosciuta; però ci sentiamo giù di tono, senza forze non riusciamo a ridere più come prima. Anche il nostro corpo se ne accorge, le nostre difese immunitarie si abbassano, diventiamo “più vulnerabili”.
E’ possibile dare un volto, un senso, alla nostra tristezza se siamo disposti ad ascoltarci.
E’ possibile farlo in uno spazio-tempo protetto. Solo per te.